
Gesù vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì. Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. Gesù disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».
Gesù si trova nella zona di Cafarnao quando incontra Levi, un pubblicano che riscuote le tasse. È incompreso nel suo agire da parte dei farisei e degli scribi, i quali affermano che questo non va bene perché frequenta la casa di un peccatore. Ma il maestro di Nazaret risponde alla provocazione dei suoi avversari, che non sono i sani ad aver bisogno del medico ma i “malati”. L’atteggiamento di Gesù, a pensarci bene, disturba anche noi, perché alcuni sono praticanti senza curarsi troppo del Regno di Dio. Tutto questo ci fa irritare. Ci sentiamo tanto bravi perché andiamo a Messa e svolgiamo qualche attività in parrocchia. Forse conviene invece togliere la maschera di “cristiani realizzati” per svelare il vuoto che abbiamo dentro! Anche noi abbiamo bisogno di conversione per lasciare le nostre sicurezze, i nostri pregiudizi per intraprendere la strada al seguito della voce che ci chiama.
Ci sono anch’io, Signore, tra quei peccatori.
Sono qui seduto tra i pubblicani, le prostitute, i lebbrosi,
tra tutti quelli che la società ha escluso.
Sono qui seduto perché ho riconosciuto
che io non sono meglio di loro e che ho bisogno del tuo aiuto.
Amen.