
Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse…
Oggi è la prima domenica di quaresima: essa ci propone un itinerario di conversione; convertirsi è una scelta che comporta un cambiamento radicale del modo di pensare e di vivere. Le tre tentazioni che ha sofferto Cristo. Tre tentazioni del cristiano che cercano di rovinare la verità alla quale siamo stati chiamati. Tre tentazioni che cercano di degradare e di degradarci. La prima: “Che queste pietre diventino pane! Non di solo pane vive l’uomo” Il pane è buono, ma più buona è la parola di Dio. Il pane è indispensabile, eppure contano di più altre cose: le creature, gli affetti, l’eterno in noi. L’uomo vive di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. La seconda tentazione è una sfida aperta a Dio. “Buttati giù, chiedi a Dio un miracolo”. Ciò che Pietro, con la sua irruenza, chiede al maestro una sera sul lago: fammi venire da te camminando sulle acque. Fa tre passi nel miracolo eppure comincia ad affondare. I miracoli non servono per credere: Gesù ha fatto fiorire di prodigi Galilea e Samaria, eppure i suoi lo vogliono buttare giù dal monte di Nazaret. Nella terza tentazione il diavolo rilancia: venditi alla mia logica, e avrai tutto. Il diavolo fa mercato con l’uomo: io ti do, tu mi dai. Esattamente il contrario di Dio, che ama per primo, ama in perdita, ama senza contraccambio.
Resta con noi, Signore,
nell’ora della prova.