Sporcare le mani

«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio…».

Il vangelo ci presenta una scena dove è rivelata, più che la sentenza ultima, la verità ultima sull’uomo e cosa resta della vita quando non resta più niente. Resta l’amore del prossimo. “Avevo fame, avevo sete, ero straniero, nudo, malato, in carcere e tu mi hai aiutato”. Sei passi di un percorso dove la sostanza della vita è sostanza di carità. “Tutto quello che avete fatto a uno solo dei miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me!” Il povero è come Dio! Carne di Dio sono i poveri, i loro occhi sono gli occhi di Dio, la loro fame è la fame di Dio. Se un uomo sta male anche lui sta male. Nella seconda parte del racconto ci sono quelli mandati via, perché condannati: “Via da me… perchè ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare”. Qual è la loro colpa? Il loro peccato è non avere fatto niente di bene. Non sono stati cattivi o violenti, non hanno aggiunto male su male, non hanno odiato: semplicemente non hanno fatto nulla per i piccoli della terra: indifferenti!

Donami, Signore, il coraggio di cercare la tua volontà
e di sapermi “sporcare le mani”
nel mio cammino di conversione a te.
Fammi comprendere che seguirti
è stare al servizio di coloro che sono più bisognosi. Amen.

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