
Gesù disse ai suoi discepoli: «Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli».
La Parola chiave che ci viene consegnata è “giustizia”, superiore a quella degli scribi e dei farisei, chiede di dare un nuovo orientamento alla vita, estirpando fin dalle radici il male e ciò che può condurre ad esso. Allora cerco di leggere più in profondità e vedo che Gesù porta a compimento la legge lungo la linea del cuore: “Avete inteso che fu detto: Non ucciderai; ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello”, cioè chiunque alimenta dentro di sé rabbia e rancori, è già in cuor suo un omicida. Gesù va alla sorgente, al laboratorio dove si forma ciò che poi uscirà all’esterno con parole e gesti. È necessario guarire il cuore per guarire la vita! È un salto di qualità quello che Gesù propone, la svolta fondamentale: passare dalla legge alla persona, dall’esterno all’interno, dalla religione del fare a quella dell’essere. Il ritorno al cuore, là dove nascono i grandi “perché” delle azioni. Siamo chiamati alla fraternità che è un modo di vivere la libertà: amando si diventa più liberi; ecco il senso del comandamento “Non uccidere”!
Signore, rivestimi di sentimenti buoni verso i miei fratelli
e allarga l’orizzonte dei miei pensieri e delle mie azioni,
perché né invidia né gelosia
possano dominare il mio cuore
e contaminare i miei affetti.
Amen.