
Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati».
Nella misericordia abbiamo la prova di come Dio ama. Egli dà tutto se stesso, per sempre, gratuitamente, e senza nulla chiedere in cambio. Viene in nostro aiuto quando lo invochiamo (Papa Francesco, MV, n.14). E non è tutto. In Gesù il Padre si è mostrato veramente Padre, amandoci prima che noi l’amassimo. La misericordia, dunque, non è un semplice attestato di benevolenza, ma il massimo di amore. Ciò che Dio non ha compiuto con la potenza, l’ha compiuto con l’impotenza della sua mano inchiodata alla croce. Nella frase: “Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro” è racchiusa tutta la vita cristiana: misericordia è il nome di Dio; misericordia è il nome dei cristiani. Chi riconosce questo e si lascia perdonare da Dio, è reso capace a sua volta sia di perdonare le offese ricevute, sia di pregare per chi è stato causa di queste offese. Tre verbi ritmano il comportamento nella comunità: non giudicate, non condannate, perdonate. In essa viviamo rapporti nuovi di amore reciproco, che però sempre sono insidiati dal male. Per questo, anche all’interno della comunità, l’amore non perde mai il suo carattere di misericordia. Il nostro dare misericordia è in realtà il nostro ricevere.
Padre misericordioso, perdonami perché in molte occasioni
non ho ascoltato i tuoi insegnamenti e mi sono allontanato da te.
Aiutami a ritrovare la vera gioia, che non viene da me
e che rinasce a vita nuova grazie al tuo perdono. Amen.