La vigna

Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano…».

Il messaggio del vangelo odierno è centrato sull’immagine della vigna. È la giornata della delusione di Dio! Ma perché la vigna? Essa è stata scelta dall’Antico e dal Nuovo Testamento per esprimere la relazione tra il Signore e il suo popolo. Ecco l’insegnamento: la fede fa riferimento a Cristo, noi non siamo i padroni del mondo, ma servi che dobbiamo fruttificare per Dio. Per quanto siamo invitati a gestire la vigna del Signore, visibile nella Chiesa, questa non ci appartiene. Spesso ci arroghiamo i diritti del possesso e dei raccolti. A noi cristiani di oggi, il Signore consegna il Regno perché lo facciamo fruttificare; è un dono grande ma anche una responsabilità. A noi spetta di non dimenticare mai di essere creature, umili operai della vigna, che non è nostra, ma del Signore.

Padre giusto e misericordioso,
che vegli incessantemente sulla tua Chiesa,
non abbandonare la vigna
che la tu destra ha piantato:
continua a coltivarla e ad arricchirla di scelti germogli,
perché innestata in Cristo, vera vite
porti frutti abbondanti di vita eterna.
Amen.

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